Novilunio in CANCRO del 14.7.2026 - MA COSA ASPETTI?

 

Nel Novilunio in Cancro del 14.7.2026 c'è qualcosa che dobbiamo RIVEDERE su dinamiche emotive, fragilità, questioni di famiglia, del passato, di proprietà, di case, che presentano una distorsione percettiva condizionata da ciò che abbiamo appreso nel tempo.

È Mercurio Retrogrado, a contatto con Sole e Luna ad indicarci la necessità di guardarle con occhi diversi da quelli con cui le abbiamo sempre lette. Forse tra queste ci sono ideali e obiettivi che il precedente Plenilunio in Capricorno ci chiedeva di lasciar morire.

Perché ci sono cose che diamo per scontate, certezze che non mettiamo più in discussione, facendoci attendere qualcosa da fuori, quando invece il Cancro chiede di rientrare in casa, nel senso più letterale e più intimo.

L'immagine guida di questo Novilunio è infatti una donna su una banchina che aspetta una barca. Sono proprio queste certezze, spesso, a tenerci sulla banchina.

Convinzioni, credenze, insegnamenti mai verificati, che agiscono come un filtro di cui non ci accorgiamo, e ci fanno guardare nella direzione sbagliata, aspettare la cosa sbagliata o attendere quando nulla deve giungere. Sia di auspicato che di temuto.

Il Novilunio ci pone alcune domande: perché siamo in attesa? Di cosa? Stiamo guardando nella direzione corretta? Stiamo attendendo la cosa corretta? C’è qualcosa che temiamo arrivi?

A livello collettivo è quanto sta accadendo con la questione immigrazione. Le politiche migratorie degli ultimi anni mostrano oggi i loro limiti: ci si aspettava un'integrazione facile, forse senza nemmeno valutare davvero l'impatto sociale di certe scelte. E oggi cresce la domanda di nazione, il bisogno di protezione dei confini, un senso di appartenenza che si è perduto. Si parla sempre più spesso di REMIGRAZIONE, cioè una RETROmigrazione, di fatto la caduta in pezzi di disegni politici poco lungimiranti, se non addirittura destabilizzanti.

Lo stesso vale per l'intelligenza artificiale, c'è qualcosa che non si vede all'orizzonte, ma si percepisce un senso di allarme crescente. Si sente il bisogno di rivedere, di mettere mano a qualcosa che rischia di sfuggire di mano.

Rivedere, però, non significa solo correggere rotta su scelte sbagliate. Significa anche mettere in discussione le storie che ci raccontiamo da sempre. Tante narrazioni sul passato, sulla famiglia, sulla nazione, somigliano a serenate: belle da ascoltare, ma non sempre vere. Rivederle non è disilluderci, è fare spazio a qualcosa di più autentico.

Perché quello che davvero preme per emergere non lo vede la mente, lo sente l'intuizione, come testimonia un'immagine antica, una statua di Iside avvolta in un velo trasparente. È la saggezza dell'Anima che viene vista solo da chi sa onorarla, mentre resta velata, muta, svuotata di senso, a chi sceglie altri bersagli.

C'è infatti un'attesa che è mera illusione: quella di chi, scollegato dalla propria Essenza, resta nel paradigma di sopravvivenza e aspetta che qualcosa arrivi da fuori, secondo aspettative condizionate.

E c'è un'attesa che è invece sintonizzazione: non aspettare che il nuovo arrivi, o che il vecchio se ne vada, ma sintonizzarsi, qui e ora, sulla frequenza dell'Anima che sta già cambiando paradigma. La barca non va aspettata. Va percepita, riconosciuta, mentre attracca.

Il seme maturerà nel Plenilunio in Cancro del 24 dicembre, vigilia di Natale, quando il Sole a 2° Capricorno racconta di un'Anima che si incarna, che prende finalmente forma.

Ma se non avremo fatto, da qui ad allora, il lavoro di revisione che questo Novilunio chiede, rischiamo di non riconoscerla quando arriva. Di restare sulla banchina, ad aspettare ancora la barca sbagliata, mentre quella giusta ha già attraccato altrove. O semplicemente non c'era nulla da attendere e non lo abbiamo capito.

Il VIDEO dell'episodio è disponibile qui.